Il weblog di Gokachu


giovedì, febbraio 13, 2003

Invito al cinema orientale: Yasujiro Ozu
"Se nel nostro secolo esistesse ancora qualcosa di sacro... se ci fosse qualcosa come un tesoro sacro del cinema, allora per me sarebbe il lavoro del regista giapponese Yasujiro Ozu. (...) Per quanto siano profondamente giapponesi, questi film sono, al contempo, universali. In essi ho potuto riconoscere tutte le famiglie, di tutti i paesi del mondo, tanto quanto i miei genitori, mio fratello e me stesso. Per me, mai in precedenza e mai dopo di lui il cinema è stato così vicino alla sua essenza e al suo scopo (...)"
- Wim Wenders

Un'avvertenza: quello di Ozu non è un cinema per tutti. Non perchè sia difficile, pensoso, intellettuale o astruso; anzi è semplice e cristallino, e molto commovente. Ma richiede pazienza, e lo spettatore medio non ne ha. Le sue storie sono piccole e piene di pudore, vivono di gesti minuti, di dialoghi rarefatti, di camere fisse, di controcampi frontali. Se ve la sentite dopo questo preambolo, Fuoriorario programma quest'anno la sua opera omnia (moltissimi sono inediti), e venerdì notte verso l'una su raitre ha in serbo per voi ben quattro film: "Viaggio a Tokyo" (che è il suo film più famoso), "La moglie di quella notte", "Anche se non sono riuscito a laurearmi", "La signora cosa aveva dimenticato?". Buona visione, io punto il videoregistratore. [nota: nella precedente versione di questo post avevo indicato erroneamente come data di trasmissione stanotte, ovvero giovedì notte. Me ne scuso.]