Il weblog di Gokachu


sabato, febbraio 19, 2005
Visto oggi: Kung Fu Hustle
Un genio, un genio, quest'uomo è un genio. Si, molti storceranno la bocca e lo confronteranno negativamente con Shaolin Soccer; i più raffinati lo confronteranno con The God of Cookery; i raffinatissimi e nostalgici diranno che in coppia con Jeffrey Lau era un'altra cosa; ma noi* no.

Qui ci interessa poco che i moduli comici di Stephen Chow siano rimasti pressoché inalterati, che questo film stia alle arti marziali come Shaolin Soccer sta al calcio e compagnia bella. Qui ci siamo divertiti un mondo. E' vero, manca la freschezza della novità, Chow lavora come sempre per anticlimax, per accumulazione, si rifà ai cartoni animati, racconta la storia di un perdente che diventa un vincente, parodia vari generi cinematografici e vari film, insomma lavora come altrove; ma il risultato è più pulito, deprivato dagli elementi narrativi che negli altri film costituivano in parte una zavorra. Mancano quegli elementi comici verbali che lasciavano un po' perplessi (ma bisognerebbe capire il cantonese per sapere se siano veramente scialbi o se lo sia solo la traduzione), che si perdonavano volentieri, disciolti nel mare magnum del complesso; qui tutto è secco e tirato, il ritmo è frenetico e privo di pause riflessive, le gag son quasi tutte fisiche e si avvalgono di una regia più curata ed espressiva del solito. L'immancabile storia d'amore è compressa al minimo, con i suoi inevitabili flashback e la risoluzione finale; grandissimo spazio è lasciato all'azione.

Scene d'azione perfettamente coreografate - si è mosso nientepopodimenoche Yuen Woo-ping - che sono sì caricate e surreali ma sono anche tanto ricche d'inventiva e di estro da, per esempio, surclassare alla grande quelle degli ultimi film di Zhang.
E poi è difficile farmi ridere a scena aperta quando guardo un film da solo e con le cuffie; Kung Fu Hustle ci è riuscito un paio di volte. Applausi. (Candidato a 16 premi HKFA; trailer)
Per procurarselo


*plurale maiestatis