Il weblog di Gokachu


lunedì, settembre 19, 2005
America oggi: Good Night, and Good Luck
Post ad alto tasso di impopolarità. Il film di Clooney ha dalla sua una messa in scena sobria e rigorosa, quasi da film anni '50 (gli anni in cui si svolge la vicenda); anche l'iconografia dei personaggi è quella di quei film; la fotografia in bianco e nero è di grande bellezza e la recitazione degli attori davvero notevole.

Però.

Però il film è troppo lucido, troppo "a tesi" per piacermi; per quanto non possa che avversare con tutto me stesso la dottrina McCarthy, da un film mi aspetto qualcosa di diverso che non una schietta rappresentazione dei fatti tendente in modo sospetto all'agiografia. Anche perché nel santificare Murrow in realtà Clooney santifica anche se stesso, che come Murrow ha il coraggio di dire NO, dietro la limpida metafora di questo film, alle limitazioni delle libertà civili che l'amministrazione Bush vorrebbe introdurre.

Gli unici due personaggi che avrebbero qualcosa da dire di vivo, di umano, al di là dello schema didascalico-divulgativo del film e dei suoi titaneggianti protagonisti, Patricia Clarkson e Robert Downey Jr., rimangono sullo sfondo senza quasi alcuna interazione con la vicenda principale e agiscono una piccola avventura davvero un po' insipida.

Insomma, non metto in dubbio la bellezza formale del lavoro, ne apprezzo anche la concisione, ritengo che possa avere anche un'utilità politica, forse (mi chiedo se il pubblico di questo film possa essere lo stesso che è a favore delle riforme di Bush), ma qui mi fermo. In particolare il premio per la sceneggiatura dato a Venezia mi pare già un po' troppo.

Ad alto rischio sopravvalutazione.