Il weblog di Gokachu |
lunedì, febbraio 21, 2005
Visto oggi: Away with words
Il dubbio principale quando qualcuno che lavora nel cinema ma non come regista debutta come tale è che, in realtà, voglia lavorare senza regista. Gli attori si possono permettere di giogioneggiare a tutto spiano, i direttori della fotografia di incentrare tutto sull'immagine, e così via. Il dubbio viene naturale quando un gigante come Christopher Doyle si mette a girare un suo film. Ebbene? Ebbene no, non è senza regista che Doyle vuole lavorare. La regia in questo film c'è ed è buona, e non così dipendente da quella di Wong come si sarebbe potuto sospettare. Né gli si può rimproverare alcuna artificiosità, o eccesso di virtuosismo fotografico, per quanto ci dia dentro senza risparmio. E nemmeno gli si può rinfacciare una qualche volontà di protagonismo, visto che il film ha ottenuto ottime recensioni e anche un buon successo commerciale ma Doyle ha preferito tornare a fare la fotografia per altri, tornare nei ranghi, senza rimpianti, dopo aver detto quel che aveva da dire - anche perché pare non amare affatto la postproduzione. Insomma, l'operazione compiuta non è antipatica come quella di un Benigni che decide di dirigersi senza avere una mezza idea di regia. Quel di cui si sente la seria mancanza è una sceneggiatura solida, o almeno un filo narrativo portante. Affrontando attraverso due personaggi speculari il (solito?) tema della memoria unitamente ad ampi sprazzi autobiografici (se non conoscete la biografia di Doyle, ecco qualche elemento; non a caso i personaggi del film hanno per la maggior parte il nome degli attori), il film sembra appoggiarsi troppo ad ogni singola sequenza, senza riuscire a trovare un senso compiuto e complessivo. Un insieme di bellissime inquadrature che però sprofondano irrimediabilmente nel cumulo di battute pronunciate (non a caso nei titoli di coda si ringrazia "la scrittura automatica"), tra cui spiccano alcuni begli spunti ma non molto di più, e nella completa stasi drammaturgica. Stasi impressionistica che con altri al timone avrebbe potuto sublimare in senso, ma che qui non ci riesce. Comunque se volete godervi un'ora e mezza di immagini di pura bellezza, e se siete riusciti a causa di ciò ad apprezzare perfino cose come Hero e 2046, il film potrebbe fare per voi. Per procurarselo
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